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La carie è contagiosa?

È difficile dare una risposta a questa domanda, o per lo meno non possiamo dire assolutamente di no, in quanto la carie è definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come una malattia multifattoriale a carattere infettivo sostenuta specialmente da specie batteriche quali Streptococchi del gruppo Mutans e Lactobacilli. 

La trasmissione di questi batteri attraverso lo scambio di saliva (condividendo posate, bicchieri o tramite baci sulla bocca) è certamente possibile.

Non possiamo dire però assolutamente ‘Sì’ perché la sola presenza di questi batteri nel cavo orale non è di per sé sufficiente a causare la malattia.

La carie ha infatti un’origine multifattoriale, ovvero è necessario che altri fattori quali l’ospite, la dieta e le abitudini igieniche dell’individuo intervengano andando ad alterare l’equilibrio normalmente esistente tra i batteri della carie e il resto della flora batterica presente nella saliva.

Le carie nei bambini

Sappiamo con certezza, però, che il cavo orale del neonato alla nascita è ancora sterile e il principale veicolo di flora batterica cariogena è rappresentato dalla madre e da chi si prende cura di lui.

Le ECC (Early Childhood Caries) sono carie precocissime che si possono sviluppare già subito dopo l’eruzione dei primi dentini e che arrecano gravi danni alla dentatura da latte con tutte le conseguenze che ne derivano. Si rivela quindi di fondamentale importanza che la mamma già in gravidanza abbia cura della propria bocca e della salute orale in modo da abbassare la carica batterica, che potrà essere poi trasferita al suo piccolo dopo la nascita.

Da evitare sempre lo scambio di posate fra adulto e bambino o tra fratelli (soprattutto se affetti da carie) e tantomeno l’abitudine di passare il ciuccio dalla bocca della madre a quella del figlio con l’intento di pulirlo.

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